Smaltire l’olio della frittura: benefici per tutti




Smaltire l’olio della frittura: benefici per tutti
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olio esausto come riciclare e dove

Friggere in Italia è un abitudine comune, pesce, carne e verdure vengono cotti in questo modo tutto l’anno. Lo scomodo compito di smaltire l’olio dopo la cottura spetta il più delle volte al lavandino; si tratta però di una cattiva abitudine che introduce nell’ambiente più di 80 tonnellate di olio senza contare i danni che subiscono le tubature.

L’olio è un bene prezioso per tutti, può alleviare sintomi e malattie come dimostrato da Olife di Evergreen Life e può diventare una fonte eccellente anche successivamente trasformando l’esausto in un rifiuto speciale come il biodiesel o biocarburante.


Cosa succede se l’olio non viene smaltito correttamente?


L’olio che viene gettato nello scarico di casa raggiunge le falde acquifere inquinando l’ambiente. Forma infatti sopra le acqua in cui viene riversato uno strato lentiforme che impedisce ai raggi solari di raggiungere le radici delle piante, inoltre, l’olio passa dalle falde acquifere spostandosi verso valle fino a raggiungere i pozzi di acqua potabile che purtroppo diventano così tossici. Anche il terreno risente del cattivo smaltimento dell’olio, forma infatti un film sottilissimo tra le particelle di terra che impedisce il transito delle sostanze nutritive dall’acqua alle radici delle piante.



L’intero eco-sistema viene danneggiato dall’olio che attraverso le reti fognarie e le falde acquifere raggiunge le acque dolci dei laghi sia naturali che artificiali ed anche i mari. L’intero equilibrio marino viene messo a repentaglio dall’inquinamento provocato dal cattivo smaltimento dell’olio.
Gli impianti di depurazione stessi fanno fatica a digerire questa sostanza biologica che ne rallenta i procedimenti di smaltimento creando uno strato fangoso che blocca i normali cicli di depurazione naturale.


Dove buttare l’olio dopo la frittura

Lo smaltimento dell’olio usato deve essere fatto in modo corretto, in primis bisogna fare una differenza tra l’olio da smaltire derivante da esercizi commerciali e quello di derivazione domestica. In quest’ultimo caso, dopo aver utilizzato l’olio bisogna lasciarlo raffreddare e riporlo all’interno di un contenitore in vetro o plastica pulito.

L’importante è non contaminare l’olio con altre sostanze quali burro, acqua o residui di cibo. Dopo averne raccolto un quantità determinata, va bene anche 1 o 2 litri è possibile svuotare il contenitore negli appositi raccoglitori del consorzio degli oli esausti. Basta visionare il sito del proprio comune di residenza per vedere dove si torva quello più vicino alla propria abitazione. Coloro che hanno invece un esercizio commerciale: una pizzeria, una rosticceria, un ristorante o affini; può usufruire del servizio di raccolta a domicilio gratis. I proprietari devono raccogliere l’olio non contaminato con altre sostanze per un periodo che varia dalle due settimane ai tre mesi. L’olio esausto permette di effettuare un risparmio energetico incredibile se ben smaltito, viene infatti utilizzato per creare bio-carburanti e altri oli sintetici.


Dall’olio esausto al combustibile vegetale


Il Consorzio per la raccolta degli oli esausti ha promosso l’iniziativa che consente la raccolta porta a porta dell’olio utilizzato in cucina così da trasformare quello che prima era un rifiuto in una preziosa risorsa. I benefici sono innegabili, innanzitutto si preserva l’ambiente e poi si crea un combustibile completamente vegetale e non inquinante chiamato biodiesel. Solo nel primo anno di raccolta il 90% del combustibile ritirato è stato trasformato in biodiesel e sostituito al carburante di origine fossile, si tratta di ben 100 mila tonnellate di olio. Lo scopo è quello di diffondere sempre di più quest’iniziativa così da raccogliere 260 mili tonnellate di oli esausti. Il risultato di questa iniziativa apporta benefici incommensurabili all’ambiente con un risparmio dal punto di vista dell’impatto ambientale notevole. Infine, vi è un risparmio anche per quanto riguarda la depurazione delle acque, si produce meno inquinamento e si promuove l’economia favorendo una maggiore occupazione valorizzando queste attività.