Rogna da lacerazioni dell’ulivo, cause e rimedi




Rogna da lacerazioni dell’ulivo, cause e rimedi
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Una delle principali malattie batteriche che possono colpire l’ulivo è la rogna dell’ulivo, provocata dal batterio Pseudomonas savastanoi. Oltre all’ulivo, questo batterio può colpire anche l’oleandro, provocando in questo caso la cosiddetta rogna dell’oleandro. Si tratta di un batterio la cui presenza massima si ha nei periodi caldi e umidi, con temperature intorno ai 25-30°C.

Il batterio penetra nella pianta attraverso lacerazioni o ferite dei rami o del tronco: la prima arma per evitare l’infezione delle proprie piante è dunque la prevenzione. La rogna dell’ulivo infatti può essere causata da un danneggiamento dei rami durante l’abbacchiatura, ma anche dalla potatura effettuata in un giorno di pioggia o addirittura in seguito a una violenta grandinata. Sebbene il batterio venga generalmente trasportato dagli agenti atmosferici, l’utilizzo di attrezzi per la potatura non perfettamente puliti può causare la diffusione della malattia da un albero all’altro. Un altro momento a rischio è quello dell’impianto: se infatti vengono impiantati ulivi in zone particolarmente fredde e soggette a gelate invernali, le screpolature che derivano dal freddo possono essere sufficienti a causare l’ingresso del batterio. La rogna dell’ulivo può inoltre essere trasmessa dalla mosca olearia, che danneggia i frutti degli ulivi.



La principale lotta alla rogna dell’ulivo è dunque la prevenzione: esistono infatti dei semplici accorgimenti da adottare per evitare il contagio delle proprie piante. Bisogna innanzitutto evitare l’abbacchiatura, preferendo la brucatura ed evitando così il danneggiamento dei rami. La potatura deve essere preferibilmente effettuata nei periodi più secchi, evitandola in caso di pioggia e nel caso in cui le piante siano bagnate; i rami eliminati, anche se non sono infetti, devono essere allontanati dalla pianta e preferibilmente bruciati. Le ferite e i tagli causati sia dalla potatura che dalle altre cause devono inoltre essere disinfettati con appositi prodotti, e possibilmente coperti con dei prodotti per la protezione come il mastice.

Quando il batterio entra nella pianta attraverso una ferita, causa una deformazione con lo sviluppo di un tubercolo che inizialmente è verde e liscio, ma che successivamente diventa scuro e legnoso, aumentando notevolmente di dimensioni. Dal tubercolo si diffonderanno poi altri batteri che colonizzeranno le altre parti della pianta, provocando un deperimento generale e sottraendo nutrimento ai frutti: la produzione di olive sarà dunque significativamente ridotta sia in quantità che in qualità. I tubercoli possono formarsi in qualsiasi parte della pianta: sia nel tronco che nei rami, ma anche nelle foglie e talvolta nelle radici.

Una volta appurata l’infezione della pianta, bisogna agire in fretta per evitare la morte dell’albero e l’eventuale diffusione dell’infezione ad altri ulivi; se l’infezione è ancora negli stati iniziali, con tubercoli piccoli e ben localizzati, è possibile limitarsi a potare i rami colpiti e ad eliminare i tubercoli a uno a uno, facendo ben attenzione a disinfettare gli strumenti utilizzati tra un ramo e l’altro. Le parti infette dovranno essere allontanate dall’uliveto e bruciate. Se però l’infezione è arrivata al tronco o alle radici, non sempre è possibile recuperare l’albero: in questo caso sarà necessario rimuoverlo e sradicarlo prima possibile, evitando così che l’infezione si diffonda.